Quindi riprendiamo il nostro argomento lasciato un po' in sospeso:
La razionalità che è in noi blocca le nostre emozioni.
Teniamo presente che il benessere dei bambini è emotivo e non razionale! La razionalità reprime il nostro IO e da poco spazio ai diritti personali.
Le emozioni ci fanno stare male quando noi siamo gestite dalle stesse.
Essere dipendenti dalle emozioni crea un meccanismo di grande malessere. Pertanto vivere nel malessere significa usare molte energie.
Dobbiamo imparare ad eliminare le convenzioni, a non usare il verbo "dovere" bensì "potere" o non "potere",dandoci così una possibilità di scelta.
Alla presenza di difficoltà semplificare, fra due disagi scegliere il disagio minore, non pensare ad atti di eroismo, chiudere la porta dietro di sè, ma nello stesso tempo essere consapevoli:
la consapevolezza ci rende autonomi!
Un altro punto molto importante del benessere è vivere nel presente (argomento già trattato in un precedente post).
Non riviviamo nel presente il passato se non pensandoci senza viverne l'emozione, (l'emozione del momento è diversa !).
Noi possiamo vivere solo la nostra vita.
Ognuno è responsabile solo della propria vita, come nessuno è responsabile della nostra vita!
Cerchiamo sempre di non uscire dai nostri ruoli, meno noi viviamo simbioticamente, più diamo agli altri.
Pertanto in considerazione a quanto esposto finora in questo "post" e nei due "post" precedenti, bisogna che noi ci rendiamo conto delle motivazioni che ci hanno fatto prendere in considerazione la scelta di essere un volontario e come questa scelta sia in sintonia con il nostro essere.
Inoltre prendiamo nota che il volontariato è come prima cosa voler bene a se stessi, bene che poi si proietta sugli altri.
Il volontariato "fai da te"; questo per tutelare sia il volontario che il volontariato stesso.
Durante la nostra opera viviamo un momento - più o meno lungo - in cui diamo molto.
Un elemento però importante è la "gratificazione" nel momento in cui noi traiamo dalla nostra esperienza di dono, motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano delle abilità relazionali.
Questa gratificazione pertanto è il principio del nostro piacere, ne consegue del nostro benessere.
Il volontariato non deve assolutamente essere "imposizione", perché automaticamente e senza rendercene conto viene trasmessa la nostra "non voglia", provocando a volte anche forme di disagio della persona che ci è accanto.
NB.
Ogni "post" è a se stante, - sta poi a voi - se lo volete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro. Tutti però hanno come fine unico LO STARE MEGLIO CON SE STESSI .
Al prossimo "post" con affetto.
Noi possiamo vivere solo la nostra vita.
Ognuno è responsabile solo della propria vita, come nessuno è responsabile della nostra vita!
Cerchiamo sempre di non uscire dai nostri ruoli, meno noi viviamo simbioticamente, più diamo agli altri.
Pertanto in considerazione a quanto esposto finora in questo "post" e nei due "post" precedenti, bisogna che noi ci rendiamo conto delle motivazioni che ci hanno fatto prendere in considerazione la scelta di essere un volontario e come questa scelta sia in sintonia con il nostro essere.
Inoltre prendiamo nota che il volontariato è come prima cosa voler bene a se stessi, bene che poi si proietta sugli altri.
Durante la nostra opera viviamo un momento - più o meno lungo - in cui diamo molto.
Un elemento però importante è la "gratificazione" nel momento in cui noi traiamo dalla nostra esperienza di dono, motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano delle abilità relazionali.
Questa gratificazione pertanto è il principio del nostro piacere, ne consegue del nostro benessere.
Il volontariato non deve assolutamente essere "imposizione", perché automaticamente e senza rendercene conto viene trasmessa la nostra "non voglia", provocando a volte anche forme di disagio della persona che ci è accanto.
NB.
Ogni "post" è a se stante, - sta poi a voi - se lo volete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro. Tutti però hanno come fine unico LO STARE MEGLIO CON SE STESSI .
Al prossimo "post" con affetto.



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