L'argomento di questo mio " post " è il proseguimento del precedente.
Infatti, vorrei qui di seguito darvi qualche modesto suggerimento, da me tratto da una conferenza seguita nel mio periodo di apprendistato, sul come essere una vera volontaria.
Sono sicura che molte di voi già volontarie, sapranno benissimo ciò che vado scrivendo.
A me questi consigli sono serviti moltissimo, proprio anche perché l'essere volontarie sia un dare e un ricevere, e spero che anche voi tutte, nuove e anziane nel volontariato, possiate trarne vantaggio.
Ogni volontaria dovrebbe adottare criteri di un "agire" attivo, attraverso la gratuita presenza, rimuovendo quegli ostacoli che generano svantaggio, ansia e malessere ed essere il più possible fonte di benessere per la persona o le persone che assiste.
Cosa principale per la volontaria è che deve difendere e rispettare la dignità delle persone che incontra e
mantenere una totale riservatezza rispetto alle informazioni ed alle situazioni di cui vengono a conoscenza.
Si pone ora la domanda : cosa si vuole intendere per "benessere" e cosa per "malessere".
Il benessere è lo star bene con se stessi, infatti noi siamo quello che proviamo e non quello che siamo.
Cerchiamo di essere sempre noi stessi e di non vivere in funzione degli altri.
Anche nella "doloretti quotidiani", dicono addittura nella sofferenza, noi possiamo essere nel benessere.
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A me questi consigli sono serviti moltissimo, proprio anche perché l'essere volontarie sia un dare e un ricevere, e spero che anche voi tutte, nuove e anziane nel volontariato, possiate trarne vantaggio.
Ogni volontaria dovrebbe adottare criteri di un "agire" attivo, attraverso la gratuita presenza, rimuovendo quegli ostacoli che generano svantaggio, ansia e malessere ed essere il più possible fonte di benessere per la persona o le persone che assiste.
Cosa principale per la volontaria è che deve difendere e rispettare la dignità delle persone che incontra e
mantenere una totale riservatezza rispetto alle informazioni ed alle situazioni di cui vengono a conoscenza.
Si pone ora la domanda : cosa si vuole intendere per "benessere" e cosa per "malessere".
Il benessere è lo star bene con se stessi, infatti noi siamo quello che proviamo e non quello che siamo.
Cerchiamo di essere sempre noi stessi e di non vivere in funzione degli altri.
Anche nella "doloretti quotidiani", dicono addittura nella sofferenza, noi possiamo essere nel benessere.
Non esiste essere umano che nell'arco del suo spazio temporale non abbia dei flash di sensazioni piacevoli: molte volte noi stentiamo a riconoscerli, però siamo sempre pronti a riconoscere le nostre sensazioni fastidiose e spesso e volontieri a lamentarcene.....
Riflettete su quanto scritto, ci vediamo al prossimo posto che seguirà su questo stesso argomento!
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