ATTENZIONE

GRATA SE FATE UN CLICK SULLA PUBBLICITA', COME VOSTRO SUPPORTO PER IL BLOG.

giovedì 21 giugno 2012

I DODICI PUNTI DELL'ATTEGGIAMENTO



Che atteggiamento abbiamo di solito? 
Qui di seguito 12 punti che ci possono aiutare  ad avere quell'atteggiamento che tutti desidererebbero avere per migliorare il nostro modo di essere.  
Faremo anche dolci sogni come l'omino in barca dondolato dal vento della notte.

1. All'inizio di ogni impresa è il nostro atteggiamento, sopra qualsiasi altra cosa, che  ne determina la riuscita.

2. E' il nostro atteggiamento verso la vita che determina l'atteggiamento della vita verso di noi.

3. Noi siamo interdipendenti; è impossibile riuscire senza l'aiuto degli altri ed è il nostro atteggiamento verso gli altri che determina l'atteggiamento verso di noi.

4. Prima  che una persona riesca a realizzare il tipo di vita che desidera dovrà trasformarsi nel tipo di individuo che intende diventare; In altre parole dovrà: pensare, agire, camminare, parlare e comportarsi come la persona che desidera diventare.

5. Più in alto si  va,  in qualsiasi organizzazione apprezzabile, migliore sarà l'atteggiamento che troveremo.

6. La nostra mente può tenere soltanto due posizioni, e visto che non c'è niente da guadagnare dall'essere negativi cerchiamo di essere positivi.

7. L'ambizione più profonda del genere umano è quella di sentirsi necessari, importanti ed apprezzati.  Soddisfiamo queste esigenze e ne saremo contraccambiati.

8. Scegliere  soltanto le nostre idee migliori.  
Qualcuno disse: " Non ho mai incontrato alcuna persona dalla quale non potessi imparare qualcosa."

9. Non sprechiamo del tempo prezioso facendo sfoggio dei nostri problemi personali,  è probabile che non aiuti noi e certamente non aiuterà gli altri.

10. Non parliamo mai della nostra salute a meno che non sia più che  buona.

11. Assumiamo un atteggiamento confidente di benessere, della persona che sa dove vuole arrivare.  Il nostro atteggiamento ispirerà le persone che ci circondano.

12. Per i prossimi trenta giorni trattiamo le persone con le quali siamo in contatto come se fossero 
le persone più importanti della terra.
Se riusciamo a fare ciò per trenta giorni lo faremo per il resto della nostra vita.


domenica 17 giugno 2012

LE PAROLE DELL'AUTOSTIMA


" IO vorrei essere diversa! Non mi piace il mio carattere, non mi piace come  ragiono, non mi piaccio io...."


L'autostima comincia al risveglio.


Prendo contatto con me.
Mi vesto bene, mi guardo allo specchio: mi trucco, mi acconcio: lo faccio solo per me! 
Se il programma della giornata lo vedo  negativo, non importa.
In quell'istante mentre mi vesto, mi trucco ecc. metto qualsiasi problema sullo sfondo e dilato l'istante e cerco la mia immagine più bella.


Voler capire perchè si è così anzichè colà, porta continuamente ad un autodiscutersi e questo non porta  a nulla di concreto. 

L'autostima comincia adesso in questo istante: non pensare a quello che potrà avvenire poi,  in questo istante non ci sei nient'altro che TU.

Se stai dedicandoti a qualcosa che ti piace, cerca di imparare a dilatare l'istante: non pensare a niente di negativo, e se qualcosa di negativo del passato o del futuro ti viene alla mente,  non amplificarlo tu aggiungendo altro che ti fa soffrire.  

Cerchiamo di non andare fuori tempo:
immaginiamo che c'è solo l'attimo che stiamo vivendo e poi più niente e quell'attimo lo dobbiamo vivere serenamente come se fosse l'ultimo.

E se domani è uguale ad oggi?
Domani non è adesso : cerchiamo di non pensare: "non cambierà, non cambierò mai!!!!"
Noi siamo protagonisti di ciò che accade.
Dentro di noi può cambiare il mondo, mettiamo tutto ciò che ci disturba SULLO SFONDO e dilatiamo il momento  sereno che stiamo vivendo.

Questa è una sorte di Distrazione Cosciente. 

Ti ripeto : tu puoi sentirti inadeguata, puoi però uscire immediatamente da questo disagio se riesci a dilatare il presente dell'istante sereno: tutto quello di negativo che aggiungi, ti porta fuori dal tempo presente: allora nella tua mente comincia la discussione con te stessa, ti rattristi, ti inquieti, ripeti sempre la stessa cosa. 
Tutto questo LO AGGIUNGI TU!

E' un modo di ritrovare la "presenza", c'è un disagio, un inquietudine, va bene l'ho sentite.... però adesso non voglio confondere il presente con il passato o il  futuro, adesso torno presente a me stesso...... dilato l'istante..... sono presente, non rimugino.... ci sono IO!






NB. Ogni "post" è a se stante, sta poi a voi - se lo volete - prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti però hanno come fine unico lo stare  meglio con se stessi.




martedì 12 giugno 2012

IL RILASSAMENTO, BENESSERE FISICO E SPIRITUALE


Durante la nostra giornata, appena abbiamo un po' di tempo, cerchiamo di riuscire a rilassarci come nella foto, come se fossimo su un bel prato con tanti fiori colorati e profumati che ci circondano!

Il rilassamento guarisce dall'interno e le  sue tecniche possono contribuire fortemente alla vostra salute e tranquillità.


Guardiamo gli animali e, se abbiamo in casa specialmente un gatto o anche un cane, osserviamoli durante la giornata e  impariamo da loro: essi sono maestri del rilassamento!


Qui di seguito vi do dei consigli utili di grandi Maestri:

1. Al mattino prendetevi qualche minuto per starvene tranquilli e meditare : sedetevi o - se potete- sdraiatevi e rimanete  s o l i  con voi stessi.... 
Guardate fuori dalla finestra e specialmente se andate in vacanza, ascoltate i suoni della natura o fate quattro passi in tutta tranquillità. 


2. Usate gli intervalli per rilassarvi davvero, invece di fare una semplice "pausa caffè". Camminate per cinque minuti o state seduti e cercate di recuperare.


3. Decidete di "fermarvi" per uno o tre minuti ogni ora durante la giornata lavorativa. Concentratevi sulla   r  e  s  p  i  r  a  z  i  o  n  e   e sulle  sensazioni corporee.
Usatelo come attimo per rilassarvi e recuperare.




4. Concentratevi sul tragitto che percorrete ogni giorno e respirate lentamente.
Sforzatevi di accettare, invece di rifiutare la sensazione di caldo o di freddo che avvertite nel corpo.
Prestate ascolto ai rumori esterni al vostro ufficio o alla vostra abitazione.


5. Se state andando in ufficio con la macchina, mentre questa si scalda, sedetevi comodamente e cercate di vivere coscientemente la transizione da casa al lavoro e  alla sera, al  ritorno, dall'ufficio a casa. 
Cercate di " e s s e r e " per un attimo e godetevi tale sensazione.  
Se siete sul bus, o sul MM cercate di estraniarvi da chi vi circonda e fate la stessa cosa.


6. Toglietevi gli abiti che indossavate al lavoro appena entrate in casa: vi aiuterà  nel vostro nuovo " ruolo".  Non fatelo di fretta, concedetevi qualche minuto per farlo. Salutate tutti i membri della famiglia e concentratevi sul vostro essere finalmente a casa.
Se è possibile, trovate il tempo per starvene tranquilli per un periodo da cinque a dieci minuti.






In generale, anche se vi sentite in gran forma (e soprattutto se volete continuare a sentirvi così), è buona norma ritagliarsi un proprio spazio quando ci si sente sopraffatti dagli avvenimenti della giornata.

Non dovrete fare altro che concedervi qualche minuto di tranquillità parecchie volte al giorno, durante i quali rilassarvi e concentrarvi su voi stessi, focalizzando l'attenzione sulle sensazioni che sperimentate in quel momento e sui piaceri che normalmente non riuscite ad assaporare.








NB.


Ogni "post" è a se stante, sta poi a voi - se lo volete - prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti però hanno come fine unico lo STARE MEGLIO CON SE STESSI.




Al prossimo "post" !

domenica 10 giugno 2012

" SE....."

  






Se   riesci a conservare il controllo quando tutti intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa.

Se   riesci ad avere fiducia in te quanto tutti ne dubitano, ma anche a tenere conto del loro dubbio.

Se   riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare.

Se   riesci a non ingolfarti nella menzogna.

Se   riesci a sognare e non fare del tuo sogno il tuo padrone.

Se   riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo.

Se   riesci a far fronte al " Successo" e  alla  "Rovina"  e a trattare allo stesso modo quei due impostori.

Se   riesci a sopportare le verità che hai detto, distorte dai furfanti.

Se   riesci a contemplare le cose infrante cui hai dedicato la vita e umiliarti a ricostruirle.

Se   riesci a camminare con i Grandi senza perdere il contatto con la gente e a mantenerti eretto.

Se   riesci  a non farti ferire dal nemico né dall'amico più caro.


Se   riesci ad occupare il minuto inesorabile dando valore ad un istante che passa.


Se   tutti contano per te, ma nessuno troppo:


TUA E' LA TERRA E TUTTO CIO' CHE E' IN ESSA
E -  QUEL CHE PIU' CONTA -  


SARAI   UOMO, FIGLIO MIO!




Di mio posso solo aggiungere che essere veramente  "UOMINI" è molto molto difficile e soltanto pochi esseri ci riescono.

sabato 2 giugno 2012

2°. ESSERE UNA PRESENZA CONCRETA CON CHI SOFFRE


 (segue post 1°)


Dovremmo essere possibilmente una presenza reale e concreta.

La persona malata che abbiamo vicino ha bisogno di autonomia, perché si trova in una situazione particolare, situazione che le crea un gran Malessere.
Quindi di conseguenza bisogna stimolare in lei quei meccanismi che la portano - nei limiti del possibile - ad attivarsi con conseguente Benessere.

Le parole  "deve" - "deve reagire" - "deve trovare la forza di volontà  e simili - sono aumento di profondo malessere, quindi vanno cancellate dal nostro vocabolario!!

Dobbiamo condividere con la persona malata ciò che lei prova e accettare attivamente e non con rassegnazione la sua sofferenza, sapere che essa esiste, quindi non negarla e non vederla come un tabù;   è possibile - come già espresso precedentemente, essere nel benessere anche con la sofferenza
(quest'ultima deve restare quella del malato, senza coinvolgimento da parte nostra!)

                                        

Noi costituiamo una risorsa valori per la persona malata nella misura in cui non ci mostriamo disorientati, ma consapevoli, in cui esprimiamo altruismo (però non annullamento di noi stessi!!!), autonomia, costanza operativa, pazienza, tolleranza, coraggio, umiltà e creatività. 


Per concludere cerchiamo di essere vicino al malato considerando il risvolto emozionale, la dimensione psicologica e quella spirituale della malattia organica, che sono sempre presenti in qualche misura nella persona che soffre.





NB.
Ogni "post" è a se stante - sta  poi a voi - se lo volete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti però hanno come fine unico " lo stare meglio con se stessi".





venerdì 1 giugno 2012

1° ESSERE ""VOLONTARIE"" IN FAMIGLIA.....

Quante cose può significare  una lacrima.... dolore, sofferenza, gioia, tristezza, malinconia, fede, felicità....




Noi oggi vogliamo trattare l'argomento della comunicazione con la persona che soffre.


Spesso nella famiglia o fra le amicizie abbiamo qualcuno che soffre e tante volte non sappiamo come renderci veramente utili e come comunicare la nostra disponibilità nei loro confronti.


Volenti o nolenti noi comunichiamo sempre, pur non essendo a volte consapevoli di quello che stiamo trasmettendo: pertanto dobbiamo credere fermamente in ciò che diciamo!


Possiamo comunicare sia verbalmente, gestualmente che con espressioni del viso. 
E' importante riuscire a comunicare - non mentendo mai - con la massima spontaneità e nel modo adeguato quello che noi desideriamo trasmettere, tenendo sempre presente che dinanzi a noi abbiamo una persona che sta vivendo "un'esperienza di malattia". 

Un altro aspetto molto importante è l'ascolto a 360°: non dobbiamo raccontare di noi e "il malato"
che in linea di massima (io per esperienza direi sempre) vuole svuotare il suo contenitore!
Pertanto chiedersi ogni tanto: "sto ascoltando? sto sentendo dal profondo quello che mi vuole comunicare? Mi metto a sua disposizione con la mia vicinanza?"



A volte la percezione che una persona possa avere sulla sua malattia può essere anche molto lontana dalla realtà della malattia stessa, sia essa grave o meno grave.
Nella persona sofferente,  sia essa malato nello spirito o nel fisico, avviene il lento processo dell'accettazione attraverso la consapevolezza. 
(Facciamo attenzione alla parola "accettazione": questa non deve essere scambiata con la parola "rassegnazione", E' quest'ultima una sensazione deleteria, fonte di profondo disagio, virtuale, assolutamente non fonte di benessere.)






Durante questo processo di "accettazione" la persona malata si trova a fare i conti con un evento del tutto inatteso che può improvvisamente cambiare la sua vita.
La sua diretta reazione all'impatto con la malattia le provoca uno stato di stress, che può essere più o meno difficile da gestire.  

Eseguiamo ora su di NOI un processo fondamentale e laborioso: chiediamoci "come abbiamo accettato noi questa esperienza di malattia?"
Più  la risposta sarà positiva, più capiremo la persona che vogliamo aiutare. 

Non diamo consigli,  non facciamo in modo che il malato non entri in crisi (che viva pure la sua crisi), cerchiamo di non avere un atteggiamento pietistico (poverino/a!!!!!!), né consolatorio, ma di condivisione  aiutando così la persona che soffre a riconoscere la sua dignità.  





Continuerò questo argomento nel prossimo post. 


NB.
Ogni "post" è a se stante  - sta poi a voi  -  se lo volete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti i post però, hanno come fine unico LO STARE MEGLIO con se stessi.


Con affetto.