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giovedì 21 giugno 2012

I DODICI PUNTI DELL'ATTEGGIAMENTO



Che atteggiamento abbiamo di solito? 
Qui di seguito 12 punti che ci possono aiutare  ad avere quell'atteggiamento che tutti desidererebbero avere per migliorare il nostro modo di essere.  
Faremo anche dolci sogni come l'omino in barca dondolato dal vento della notte.

1. All'inizio di ogni impresa è il nostro atteggiamento, sopra qualsiasi altra cosa, che  ne determina la riuscita.

2. E' il nostro atteggiamento verso la vita che determina l'atteggiamento della vita verso di noi.

3. Noi siamo interdipendenti; è impossibile riuscire senza l'aiuto degli altri ed è il nostro atteggiamento verso gli altri che determina l'atteggiamento verso di noi.

4. Prima  che una persona riesca a realizzare il tipo di vita che desidera dovrà trasformarsi nel tipo di individuo che intende diventare; In altre parole dovrà: pensare, agire, camminare, parlare e comportarsi come la persona che desidera diventare.

5. Più in alto si  va,  in qualsiasi organizzazione apprezzabile, migliore sarà l'atteggiamento che troveremo.

6. La nostra mente può tenere soltanto due posizioni, e visto che non c'è niente da guadagnare dall'essere negativi cerchiamo di essere positivi.

7. L'ambizione più profonda del genere umano è quella di sentirsi necessari, importanti ed apprezzati.  Soddisfiamo queste esigenze e ne saremo contraccambiati.

8. Scegliere  soltanto le nostre idee migliori.  
Qualcuno disse: " Non ho mai incontrato alcuna persona dalla quale non potessi imparare qualcosa."

9. Non sprechiamo del tempo prezioso facendo sfoggio dei nostri problemi personali,  è probabile che non aiuti noi e certamente non aiuterà gli altri.

10. Non parliamo mai della nostra salute a meno che non sia più che  buona.

11. Assumiamo un atteggiamento confidente di benessere, della persona che sa dove vuole arrivare.  Il nostro atteggiamento ispirerà le persone che ci circondano.

12. Per i prossimi trenta giorni trattiamo le persone con le quali siamo in contatto come se fossero 
le persone più importanti della terra.
Se riusciamo a fare ciò per trenta giorni lo faremo per il resto della nostra vita.


domenica 17 giugno 2012

LE PAROLE DELL'AUTOSTIMA


" IO vorrei essere diversa! Non mi piace il mio carattere, non mi piace come  ragiono, non mi piaccio io...."


L'autostima comincia al risveglio.


Prendo contatto con me.
Mi vesto bene, mi guardo allo specchio: mi trucco, mi acconcio: lo faccio solo per me! 
Se il programma della giornata lo vedo  negativo, non importa.
In quell'istante mentre mi vesto, mi trucco ecc. metto qualsiasi problema sullo sfondo e dilato l'istante e cerco la mia immagine più bella.


Voler capire perchè si è così anzichè colà, porta continuamente ad un autodiscutersi e questo non porta  a nulla di concreto. 

L'autostima comincia adesso in questo istante: non pensare a quello che potrà avvenire poi,  in questo istante non ci sei nient'altro che TU.

Se stai dedicandoti a qualcosa che ti piace, cerca di imparare a dilatare l'istante: non pensare a niente di negativo, e se qualcosa di negativo del passato o del futuro ti viene alla mente,  non amplificarlo tu aggiungendo altro che ti fa soffrire.  

Cerchiamo di non andare fuori tempo:
immaginiamo che c'è solo l'attimo che stiamo vivendo e poi più niente e quell'attimo lo dobbiamo vivere serenamente come se fosse l'ultimo.

E se domani è uguale ad oggi?
Domani non è adesso : cerchiamo di non pensare: "non cambierà, non cambierò mai!!!!"
Noi siamo protagonisti di ciò che accade.
Dentro di noi può cambiare il mondo, mettiamo tutto ciò che ci disturba SULLO SFONDO e dilatiamo il momento  sereno che stiamo vivendo.

Questa è una sorte di Distrazione Cosciente. 

Ti ripeto : tu puoi sentirti inadeguata, puoi però uscire immediatamente da questo disagio se riesci a dilatare il presente dell'istante sereno: tutto quello di negativo che aggiungi, ti porta fuori dal tempo presente: allora nella tua mente comincia la discussione con te stessa, ti rattristi, ti inquieti, ripeti sempre la stessa cosa. 
Tutto questo LO AGGIUNGI TU!

E' un modo di ritrovare la "presenza", c'è un disagio, un inquietudine, va bene l'ho sentite.... però adesso non voglio confondere il presente con il passato o il  futuro, adesso torno presente a me stesso...... dilato l'istante..... sono presente, non rimugino.... ci sono IO!






NB. Ogni "post" è a se stante, sta poi a voi - se lo volete - prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti però hanno come fine unico lo stare  meglio con se stessi.




martedì 12 giugno 2012

IL RILASSAMENTO, BENESSERE FISICO E SPIRITUALE


Durante la nostra giornata, appena abbiamo un po' di tempo, cerchiamo di riuscire a rilassarci come nella foto, come se fossimo su un bel prato con tanti fiori colorati e profumati che ci circondano!

Il rilassamento guarisce dall'interno e le  sue tecniche possono contribuire fortemente alla vostra salute e tranquillità.


Guardiamo gli animali e, se abbiamo in casa specialmente un gatto o anche un cane, osserviamoli durante la giornata e  impariamo da loro: essi sono maestri del rilassamento!


Qui di seguito vi do dei consigli utili di grandi Maestri:

1. Al mattino prendetevi qualche minuto per starvene tranquilli e meditare : sedetevi o - se potete- sdraiatevi e rimanete  s o l i  con voi stessi.... 
Guardate fuori dalla finestra e specialmente se andate in vacanza, ascoltate i suoni della natura o fate quattro passi in tutta tranquillità. 


2. Usate gli intervalli per rilassarvi davvero, invece di fare una semplice "pausa caffè". Camminate per cinque minuti o state seduti e cercate di recuperare.


3. Decidete di "fermarvi" per uno o tre minuti ogni ora durante la giornata lavorativa. Concentratevi sulla   r  e  s  p  i  r  a  z  i  o  n  e   e sulle  sensazioni corporee.
Usatelo come attimo per rilassarvi e recuperare.




4. Concentratevi sul tragitto che percorrete ogni giorno e respirate lentamente.
Sforzatevi di accettare, invece di rifiutare la sensazione di caldo o di freddo che avvertite nel corpo.
Prestate ascolto ai rumori esterni al vostro ufficio o alla vostra abitazione.


5. Se state andando in ufficio con la macchina, mentre questa si scalda, sedetevi comodamente e cercate di vivere coscientemente la transizione da casa al lavoro e  alla sera, al  ritorno, dall'ufficio a casa. 
Cercate di " e s s e r e " per un attimo e godetevi tale sensazione.  
Se siete sul bus, o sul MM cercate di estraniarvi da chi vi circonda e fate la stessa cosa.


6. Toglietevi gli abiti che indossavate al lavoro appena entrate in casa: vi aiuterà  nel vostro nuovo " ruolo".  Non fatelo di fretta, concedetevi qualche minuto per farlo. Salutate tutti i membri della famiglia e concentratevi sul vostro essere finalmente a casa.
Se è possibile, trovate il tempo per starvene tranquilli per un periodo da cinque a dieci minuti.






In generale, anche se vi sentite in gran forma (e soprattutto se volete continuare a sentirvi così), è buona norma ritagliarsi un proprio spazio quando ci si sente sopraffatti dagli avvenimenti della giornata.

Non dovrete fare altro che concedervi qualche minuto di tranquillità parecchie volte al giorno, durante i quali rilassarvi e concentrarvi su voi stessi, focalizzando l'attenzione sulle sensazioni che sperimentate in quel momento e sui piaceri che normalmente non riuscite ad assaporare.








NB.


Ogni "post" è a se stante, sta poi a voi - se lo volete - prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti però hanno come fine unico lo STARE MEGLIO CON SE STESSI.




Al prossimo "post" !

domenica 10 giugno 2012

" SE....."

  






Se   riesci a conservare il controllo quando tutti intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa.

Se   riesci ad avere fiducia in te quanto tutti ne dubitano, ma anche a tenere conto del loro dubbio.

Se   riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare.

Se   riesci a non ingolfarti nella menzogna.

Se   riesci a sognare e non fare del tuo sogno il tuo padrone.

Se   riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo.

Se   riesci a far fronte al " Successo" e  alla  "Rovina"  e a trattare allo stesso modo quei due impostori.

Se   riesci a sopportare le verità che hai detto, distorte dai furfanti.

Se   riesci a contemplare le cose infrante cui hai dedicato la vita e umiliarti a ricostruirle.

Se   riesci a camminare con i Grandi senza perdere il contatto con la gente e a mantenerti eretto.

Se   riesci  a non farti ferire dal nemico né dall'amico più caro.


Se   riesci ad occupare il minuto inesorabile dando valore ad un istante che passa.


Se   tutti contano per te, ma nessuno troppo:


TUA E' LA TERRA E TUTTO CIO' CHE E' IN ESSA
E -  QUEL CHE PIU' CONTA -  


SARAI   UOMO, FIGLIO MIO!




Di mio posso solo aggiungere che essere veramente  "UOMINI" è molto molto difficile e soltanto pochi esseri ci riescono.

sabato 2 giugno 2012

2°. ESSERE UNA PRESENZA CONCRETA CON CHI SOFFRE


 (segue post 1°)


Dovremmo essere possibilmente una presenza reale e concreta.

La persona malata che abbiamo vicino ha bisogno di autonomia, perché si trova in una situazione particolare, situazione che le crea un gran Malessere.
Quindi di conseguenza bisogna stimolare in lei quei meccanismi che la portano - nei limiti del possibile - ad attivarsi con conseguente Benessere.

Le parole  "deve" - "deve reagire" - "deve trovare la forza di volontà  e simili - sono aumento di profondo malessere, quindi vanno cancellate dal nostro vocabolario!!

Dobbiamo condividere con la persona malata ciò che lei prova e accettare attivamente e non con rassegnazione la sua sofferenza, sapere che essa esiste, quindi non negarla e non vederla come un tabù;   è possibile - come già espresso precedentemente, essere nel benessere anche con la sofferenza
(quest'ultima deve restare quella del malato, senza coinvolgimento da parte nostra!)

                                        

Noi costituiamo una risorsa valori per la persona malata nella misura in cui non ci mostriamo disorientati, ma consapevoli, in cui esprimiamo altruismo (però non annullamento di noi stessi!!!), autonomia, costanza operativa, pazienza, tolleranza, coraggio, umiltà e creatività. 


Per concludere cerchiamo di essere vicino al malato considerando il risvolto emozionale, la dimensione psicologica e quella spirituale della malattia organica, che sono sempre presenti in qualche misura nella persona che soffre.





NB.
Ogni "post" è a se stante - sta  poi a voi - se lo volete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti però hanno come fine unico " lo stare meglio con se stessi".





venerdì 1 giugno 2012

1° ESSERE ""VOLONTARIE"" IN FAMIGLIA.....

Quante cose può significare  una lacrima.... dolore, sofferenza, gioia, tristezza, malinconia, fede, felicità....




Noi oggi vogliamo trattare l'argomento della comunicazione con la persona che soffre.


Spesso nella famiglia o fra le amicizie abbiamo qualcuno che soffre e tante volte non sappiamo come renderci veramente utili e come comunicare la nostra disponibilità nei loro confronti.


Volenti o nolenti noi comunichiamo sempre, pur non essendo a volte consapevoli di quello che stiamo trasmettendo: pertanto dobbiamo credere fermamente in ciò che diciamo!


Possiamo comunicare sia verbalmente, gestualmente che con espressioni del viso. 
E' importante riuscire a comunicare - non mentendo mai - con la massima spontaneità e nel modo adeguato quello che noi desideriamo trasmettere, tenendo sempre presente che dinanzi a noi abbiamo una persona che sta vivendo "un'esperienza di malattia". 

Un altro aspetto molto importante è l'ascolto a 360°: non dobbiamo raccontare di noi e "il malato"
che in linea di massima (io per esperienza direi sempre) vuole svuotare il suo contenitore!
Pertanto chiedersi ogni tanto: "sto ascoltando? sto sentendo dal profondo quello che mi vuole comunicare? Mi metto a sua disposizione con la mia vicinanza?"



A volte la percezione che una persona possa avere sulla sua malattia può essere anche molto lontana dalla realtà della malattia stessa, sia essa grave o meno grave.
Nella persona sofferente,  sia essa malato nello spirito o nel fisico, avviene il lento processo dell'accettazione attraverso la consapevolezza. 
(Facciamo attenzione alla parola "accettazione": questa non deve essere scambiata con la parola "rassegnazione", E' quest'ultima una sensazione deleteria, fonte di profondo disagio, virtuale, assolutamente non fonte di benessere.)






Durante questo processo di "accettazione" la persona malata si trova a fare i conti con un evento del tutto inatteso che può improvvisamente cambiare la sua vita.
La sua diretta reazione all'impatto con la malattia le provoca uno stato di stress, che può essere più o meno difficile da gestire.  

Eseguiamo ora su di NOI un processo fondamentale e laborioso: chiediamoci "come abbiamo accettato noi questa esperienza di malattia?"
Più  la risposta sarà positiva, più capiremo la persona che vogliamo aiutare. 

Non diamo consigli,  non facciamo in modo che il malato non entri in crisi (che viva pure la sua crisi), cerchiamo di non avere un atteggiamento pietistico (poverino/a!!!!!!), né consolatorio, ma di condivisione  aiutando così la persona che soffre a riconoscere la sua dignità.  





Continuerò questo argomento nel prossimo post. 


NB.
Ogni "post" è a se stante  - sta poi a voi  -  se lo volete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti i post però, hanno come fine unico LO STARE MEGLIO con se stessi.


Con affetto.




domenica 27 maggio 2012

IL VALORE DI OSSERVARCI

Il valore di osservarci



Anche questa fotografia, come le precedenti sui miei "post", vuole aprire l'argomento di oggi.
Vedete il paragone fra la coccinella e la scarpa?  Quanto è piccola la coccinella, eppure quanto lavoro compie anche un animaletto così piccino! Anche un pacchetto piccolino, di solito contiene un regalo  importante..... e noi quante cose "piccoline", a cui diamo invece poca importanza o non ne diamo affatto, facciamo durante la nostra  giornata in casa o al lavoro?


Per vivere meglio bisogna osservarci!


Porto come esempio il nostro lavoro casalingo: noi facciamo cose e tante automaticamente senza essere a volte realmente consci di quello che stiamo facendo.

Noi non siamo presenti, non siamo più  presenti  in troppe operazioni! Facciamo, facciamo e facciamo....
Perché non ci soffermiamo un attimo e ci osserviamo mentre - quasi sempre con fretta - svolgiamo i nostri lavori quotidiani?

"Cosa cambia?",  mi chiederete voi.

Molto : siamo così costretti a riprendere l'attenzione su di noi, quindi la coscienza, quindi la presenza.
Sono sicura che mentre ci osserviamo, vorremmo cambiare, magari prospettarci una vita diversa...

Ma è completamente inutile progettare dei cambiamenti che non faremmo mai e che ci creano soltanto disistima  per la loro non realizzazione!  


Ma il più delle volte quando parliamo di "cambiamento" noi intendiamo il cambiamento di chi ci sta vicino, dell'altro o dell'altra, ossia di come  la / lo vorremmo noi! 


E' naturale che noi possiamo soddisfare qualunque desiderio su noi stessi,  ma è altrettanto naturale che noi non possiamo porci obiettivi  irragiungibili  sugli altri. 
Teniamo presente sempre che gli altri non cambieranno   m  a  i    come vorremmo noi.....


Pertanto possiamo cambiare solo noi stessi!!!


Valorizziamo " noi "  il nostro lavoro, traiamone la massima soddisfazione per noi stessi, per vivere meglio subito.



Non aspettiamoci un "brava/o" o dei complimenti   per le cose che facciamo, perché se ciò non arriva ci sentiremo frustati/e.
Potremmo così addirittura essere in balia di colui o di colei che ti fa essere brava nel modo in cui lui o lei ci vogliono.


Impariamo che nelle cose che facciamo quotidianamente non c'è premio e non  c'è neanche una punizione quindi una colpevolizzazione. 


Cerchiamo di osservarci e prendere coscienza di quanto noi valiamo e ottenere quindi quella serenità interna, quella volontà di sentirsi realizzati anche facendo piccole cose solo ed unicamente per il nostro benessere.






NB:  Ogni "post" è a se stante, sta poi a voi - se lo volete - prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro. Tutti però hanno come fine unico "lo stare meglio con se stessi"!


Al prossimo "post" con affetto! 



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lunedì 21 maggio 2012

3°VOLONTARIATO SULL'ESSERE E NON SUL FARE

( Mi scuso per l'interruzione del post precedente, ma ho avuto problemi di rete. Grazie!)
Quindi riprendiamo il nostro argomento lasciato un po' in sospeso:



La razionalità che è in noi blocca le nostre emozioni.

Teniamo presente che il benessere dei bambini è emotivo e non razionale! La razionalità reprime il nostro IO e da poco spazio ai diritti personali.
Le emozioni ci fanno stare male quando noi siamo gestite dalle stesse.
Essere dipendenti dalle emozioni crea un meccanismo di grande malessere. Pertanto vivere nel   malessere significa usare molte energie.

Dobbiamo imparare ad eliminare le convenzioni, a non usare il verbo "dovere" bensì "potere" o non "potere",dandoci così una possibilità di scelta.
Alla presenza di difficoltà semplificare, fra due disagi scegliere il disagio minore, non pensare ad atti di eroismo, chiudere la porta dietro di sè, ma nello stesso tempo essere  consapevoli:
la consapevolezza ci rende autonomi!




Un altro punto molto importante del benessere è vivere nel presente (argomento già trattato in un precedente post).
Non riviviamo nel presente il passato se non pensandoci senza viverne l'emozione, (l'emozione del momento è diversa !).

Noi possiamo vivere solo la nostra vita.
Ognuno è responsabile solo della propria vita, come nessuno è responsabile della nostra vita!
Cerchiamo sempre di non uscire dai nostri ruoli, meno noi viviamo simbioticamente, più diamo agli altri.

Pertanto in considerazione a quanto esposto finora in questo "post" e nei due "post" precedenti, bisogna che noi ci rendiamo conto delle motivazioni che ci hanno fatto prendere in considerazione la scelta di essere un volontario  e come questa scelta sia in sintonia con il nostro essere.


Inoltre prendiamo nota che il volontariato è come prima cosa voler bene a se stessi, bene che poi si proietta sugli altri.


Il volontariato "fai da te"; questo per tutelare sia il volontario che il volontariato stesso.

Durante la nostra opera viviamo un momento - più o meno lungo - in cui diamo molto.


Un elemento però importante è la "gratificazione" nel momento in cui noi traiamo dalla nostra esperienza di dono, motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano delle abilità relazionali.
Questa gratificazione pertanto è il principio del nostro piacere, ne consegue del nostro benessere.

Il volontariato non deve assolutamente essere "imposizione", perché automaticamente e senza rendercene  conto viene trasmessa la nostra "non voglia", provocando a volte anche forme di disagio della persona che ci è accanto.




NB.
Ogni "post" è a se stante,  - sta poi a voi - se lo volete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro. Tutti però hanno come fine unico   LO STARE MEGLIO CON SE STESSI .


Al prossimo "post" con affetto.

domenica 20 maggio 2012

2°.VOLONTARIATO SULL'ESSERE E NON SUL FARE


L'argomento di questo mio " post " è il proseguimento del precedente.
Infatti, vorrei qui di seguito darvi qualche modesto suggerimento, da me tratto da una conferenza seguita nel mio periodo di  apprendistato, sul come essere una vera volontaria.

Sono sicura che molte di voi già volontarie, sapranno benissimo ciò che vado scrivendo.
A me questi consigli sono serviti moltissimo, proprio anche perché l'essere volontarie sia un dare e un ricevere, e spero che anche voi tutte, nuove e anziane nel volontariato, possiate trarne vantaggio.



Ogni volontaria dovrebbe adottare criteri di un "agire" attivo, attraverso la gratuita presenza, rimuovendo quegli ostacoli che generano svantaggio, ansia e malessere ed essere il più possible fonte di benessere per la persona o le persone che assiste.




Cosa principale per la volontaria è che deve difendere e rispettare la dignità delle persone che incontra e 
mantenere una totale riservatezza rispetto alle informazioni ed alle situazioni di cui vengono a conoscenza.


Si pone ora la domanda : cosa si vuole intendere per "benessere" e cosa per "malessere".
Il benessere è lo star bene con se stessi, infatti noi siamo quello che proviamo e non quello che siamo.


Cerchiamo di essere sempre noi stessi e di non vivere in funzione degli altri.


Anche nella "doloretti quotidiani", dicono addittura nella sofferenza, noi possiamo essere nel benessere.
Non esiste essere umano che nell'arco del suo spazio temporale non abbia dei flash di sensazioni piacevoli: molte volte noi stentiamo a riconoscerli, però siamo sempre pronti a riconoscere le nostre sensazioni fastidiose e spesso e volontieri a lamentarcene.....

                                      

Riflettete su quanto scritto, ci vediamo al prossimo posto che seguirà su questo stesso argomento!

segue




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1°. VOGLIAMO PROVARE UN'INTIMA FELICITA'?

Eccomi a voi con un' altra immagine molto significativa che esprime appieno il tema che voglio trattare.

Molti anni fa, appena morto il mio papà, mi sentivo un vuoto dentro tremendo che non sapevo come colmare...
Poi un giorno, passando davanti al Trivulzio, il ricovero per persone anziane, di cui molte inferme, ho pensato che come avevo accudito e intrattenuto negli ultimi tempi il mio papà,  così avrei potuto farlo, ora che non c'era più, con altri vecchietti e avrei rivisto in loro quel sorriso col quale mi accoglieva papà al mio arrivo.

E così è stato, dopo circa un mese di apprendistato sono entrata a far parte di quella "famiglia" bellissima dei volontari.

Ora, essendo molti anni che trascorro da volontaria sia negli ospedali che tra i vecchietti e avendo fatto una certa esperienza,  mi permetto di venire a voi con un grande consiglio e qualche suggerimento in proposito:

"se siete in pensione e senz'altro ancora attive, se avete un po' di tempo da dedicare agli altri, se non siete pienamente soddisfatte di voi, se volete vedere visi da tristi a sorridenti, se..............,
pensate al "volontariato", nella struttura che preferite, sarete accolte ovunque a braccia aperte!!"

Ho intitolato questo mio post "Vogliamo provare un'intima felicità?" proprio perché è quello che si prova stando con persone che desiderano compagnia e affetto e quando le lasciamo e torniamo a casa, credetemi, sentirete qualcosa dentro di voi impagabile, qualcosa che vi farà dimenticare i vostri problemi ...
E' un po' come se vedeste improvvisamente apparire un arcobaleno  dopo tanta pioggia....




Ora prendetevi tempo e riflettete serenamente su quanto vi ho consigliato, se non vi va, rileggete questo post magari un'altra volta, e poi  un'altra ancora... Vi assicuro che il vostro spirito acquisterà un'infinita serenità se deciderete positivamente.

Ora chiudo, ma il prossimo post sarà proprio sui suggerimenti per diventare o essere - se lo siete già - un'ottima volontaria.  


Arrivederci con affetto al prossimo post che si intitolerà: "Il volontariato sull'essere e non sul fare".      



lunedì 14 maggio 2012

SENSAZIONI

                        
                                


Che bella sensazione di spensieratezza, di allegria, di divertimento e altro  ci ispira questa foto!


Ecco un' altra immagine che ci ispira il tema di oggi :  "Le sensazioni."


Le sensazioni sono i nostri mezzi primari di comunicazione  con la nostra mente.
Esse agiscono sia sull'aspetto conscio (cioè ce ne rendiamo conto), sia su quello inconscio (cioè non ce ne rendiamo conto) del nostro Essere.

Come risvegliare le nostre sensazioni per trarne un benessere fisico?

Molto più semplicemente di quanto si possa immaginare:

- dal tocco di una mano amica 
- dal suono di una musica a noi gradevole
- dal profumo di un fiore
- dalla bellezza di un tramonto
- dal blu del mare o dal verde dei boschi
- dall'imponenza di una montagna
- da un'opera d'arte
- dalla lettura di un libro
- da belle parole
- dall'accarezzare il nostro gatto o il nostro cane
- dalla preghiera
e poi soprattutto:      dall'Amore,   dall'Allegria,  dalla Speranza,  dalla Fiducia.


Dobbiamo quindi sempre CERCARE di dipingere nella nostra mente immagini positive se vogliamo che il nostro benessere fisico migliori.


Se la nostra giornata inizia con il piede storto, cerchiamo di aver la forza di volontà e la voglia di andarci a procurare volutamente una o più delle sensazioni di cui sopra. 
Provate e vedrete che vi sentirete subito meglio.
Dato che esercitiamo un forte controllo sulle rappresentazioni mentali, dovremmo sempre cercare - mi ripeto - di dipingere delle immagini positive e provare quelle sensazioni che sono  in grado di migliorare la nostra vita.


NB. Ogni "post" è a se stante, sta poi a voi, se lo volete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti hanno come fine unico LO STARE MEGLIO con se stessi.


Al prossimo "post" con affetto.  












  






lunedì 7 maggio 2012

TENEREZZA: FESTA DELLA MAMMA 2012

Con questo  stupendo quadro di Gustav Klimt vi voglio trasmettere l'immagine della tenerezza.
Per la Festa della Mamma vi voglio trascrivere alcune frasi molto belle di autori vari che riguardano appunto la tenerezza in generale, sono certa che le gradirete.
Leggetele adagio assaporandole una  per una e riflettendo anche un po' sul loro profondo significato.

Inoltre ho pensato di dedicare a tutte le mamme del mondo ciò che io ho dedicato alla mia mamma,  sono poche righe ma penso che qualcuna di voi - forse - vi si ritroverà.......


LA TENEREZZA

- La tenerezza si alimenta nel tempo, mentre l'amore decresce mentre lo proviamo. 
                                                                                     (E. Dickinson)

- Le donne sono grandi "costruttrici" di tenerezza.
                                               (Amos Gitai)

- Avere un figlio ti insegna a dare un nuovo significato alla parola tenerezza.


- Il Signore ha dato alla "donna" doni meravigliosi: il rispetto della vita, l'amore e la tenerezza. *


- Mi piace la tenerezza, essa è la sublimazione del sesso.  *


- In qualche situazione bisognerebbe avere il coraggio della "tenerezza".  *

- La tenerezza, le coccole, l'affetto sono di solito per noi donne  Tutto! Un cibo vitale, che aiuta a     
  ricaricarsi.  *


- Ogni onda del mare ha una luce differente, proprio come la  tenerezza che sentiamo per chi                                    amiamo.   *


- Quanto è grande la tenerezza dell'abbraccio di quel sommo e immutabile bene che è Dio!
                                                                                                (Sant'Agostino)

- Il linguaggio dell'amore è un linguaggio segreto e la sua espressione è la tenerezza.  *


* Ho segnato con l'asterisco le frasi di cui non ricordo l'autore.



  
E a proposito di tenerezza ....                 LETTERA ALLA MAMMA




Cara mamma,


E' tanto che non ti vedo, ma ti vedo sempre col cuore.
Sono cambiata dall'ultima volta che ci siamo lasciate e chissà se incontrandomi ora mi riconosceresti! Ma io sono sempre la " tua bimba " di una volta ...........


Mi ricordo tante cose di te, ma soprattutto di quando passavamo insieme il tempo a parlare un po' di tutto, di quando riuscivamo a dirci ogni  cosa a parole, ma anche a sguardi, con quei cenni che solo io e tu sapevamo interpretare....


Cara mamma, può darsi che il mio ricordo mitizzi alcune situazioni e che la realtà non sia sempre stata così assoluta come ora la mia mente vuole pensare.....
Ma io sono felice così e sono attaccata alla mia memoria come ad una parte vitale di me stessa.


Ho sempre la parola "mamma" scritta dentro il mio cuore e tu sai che questo è il luogo degli affetti più forti, è il luogo dove c'è il grande calore.


La vita è una tavolozza di colori ed il pittore che li usa siamo noi stessi.
Dipingo il tuo volto con i colori più tenui, perché mi danno tranquillità e un senso di leggerezza, quell'atmosfera di pace, d'amore e di sicurezza che mi davi TU stringendomi a te.


E' domenica mattina, entro in casa: so che tu non ci sei, sei lontana con papà, ma anche se non ti vedo, sei qui vicino a me.
Anche quando fa buio intorno a me, lontano vedo sempre la tua luce che mi guida e mi tiene per mano......


Ciao mamma!


Festa della mamma, 8 maggio 2012



domenica 6 maggio 2012

UN PENSIERO DI " KAFKA "

UN  PICCOLO MA PROFONDO PENSIERO DI KAFKA.




Penso che tutti voi, chi più chi meno, sappiate chi è KAFKA.

Oggi guardando su  "Google" delle immagini, ne ho vista una che mi ha riportato subito ad un pensiero molto profondo di questo grande scrittore ceco di lingua tedesca.


L'immagine è questo magnifico "iceberg"!
Guardate che massa enorme si nasconde nel mare e che piccola parte è visibile in superficie....

Kafka scrive :

" Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta.
  Non ascoltare neppure, aspetta soltanto.
  Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine.
  Il mondo ti si offrirà per essere "smascherato", non ne può fare a meno, estasiato si torcerà
  davanti a te"......


Cosa ha voluto dire Kafka con queste parole?

Così come l'iceberg si mostra agli uomini nascosto con più della sua metà , altrettanto noi molte volte ci presentiamo tenendo nascosta buona parte del nostro IO....
e a questo proposito Kafka dice : " il mondo ti si offrirà smascherato", cioè senza quella maschera che spesso invece noi ci portiamo dietro, magari con fatica, con molta fatica......e la mostriamo davanti agli altri senza riuscire ad essere veramente noi stessi.


Non nascondiamo agli altri, ma soprattutto a noi stessi, quello che realmente abbiamo dentro, apriamoci in modo semplice, prima sempre con noi stessi " restando in perfetto silenzio" e poi con chi vive intorno a noi.

A volte ci si sente molto soli, proprio quando si avrebbe bisogno di tutto... ma chi ci circonda non ne sa niente... (torniamo alla parte nascosta dell'iceberg!)
Proviamo ad osservare i bambini.
Questi non ancora viziati dalla cultura della "performance", mettono nei loro giochi tutta la gioia di vivere.
Proviamo a fare come loro, togliamoci quelle incrostazioni, cioè tutte quelle aspettative che gli altri hanno nei nostri confronti.


Cerchiamo di non essere più:  la brava bambina, la brava scolare,  la brava studentessa, la brava moglie, la brava madre, la brava cuoca, la brava ....persona in assoluto!!!!


In fondo si vive sempre e solo quello che si  v u o l e  vivere.


Il comandamento dice : "Ama il prossimo come te stesso".
Il problema per molti di noi, non è tanto amare il prossimo, quanto di amarlo come noi stessi.
La cosa più difficile è proprio questa : amare noi stessi.


Cerchiamo con oggi, dopo queste modeste considerazioni, di volerci almeno un po' di bene, di aprirci e non tenere tutto dentro di noi come una bomba pronta magari prima o poi ad esplodere, di lasciare che le cose vadano per conto loro, ma soprattutto DI  ACCETTARCI PER QUELLO CHE SIAMO REALMENTE!


Smettiamo di sentire la bambina che è ancora dentro di noi......  





NB.  Ogni "post"! è a se stante, sta poi a voi - se lo volete - prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.
Tutti però hanno come fine unico LO STARE MEGLIO con se stessi.




Al prossimo "post", con affetto.    
      






martedì 1 maggio 2012

NADINE STAIR

Si dice, o forse si diceva una volta, che l'età avanzata porti saggezza.

Personalmente, leggendo questo scritto di Nadine Stair, ho imparato molto.

Non importa chi fosse questa signora, dove abitasse, cosa facesse, l'importanza è capire quello che ha voluto trasmetterci e farne tesoro.




Vi ho scelto l'albero dei cachi: quanti rami secchi....... ma quanti frutti maturi!!!!! 




Eccovi lo scritto di Nadine


" Se potessi rivivere la mia vita, cercherei la prossima volta  di commettere più errori.


Mi rilasserei, starei in forma e sarei più pazza di quanto lo sono stata nel mio primo viaggio.
E sarebbero
ben poche le cose che prenderei sul serio.


Sfrutterei più occasioni, farei molti più viaggi, scalerei più montagne, attraverserei più fiumi ed ammirerei più tramonti.


Mangerei molti più gelati e pochissimi fagioli.


Avrei molti più problemi reali e meno problemi astratti.  


Vedi... ero una di quelle persone che vivono in modo profilattico, ragionevole e giudizioso
ora dopo ora, giorno dopo giorno.


Oh si, ho avuto i miei momenti e se potessi tornare indietro un'altra volta, ne avrei molti di più.
In effetti, cercherei di non avere nient'altro, solo attimi, uno dopo l'altro, invece di vivere così tanti anni, inseguendo le mie giornate.


Sono stata una di quelle persone che non andava da nessuna parte senza
un termometro
la borsa dell'acqua calda,
il dentifricio,
l'impermeabile....


Se dovessi ricominciare da capo, viaggerei con meno
bagagli, con meno peso rispetto a un tempo.
Camminerei scalza
in primavera e starei così 
fino all'autunno. E andrei
molto di più sulla giostra, e prenderei 
molti più anelli d'oro, e saluterei
molta più gente e raccoglierei più fiori
e danzerei più spesso. Se dovessi
rifare tutto da capo.....


Ma come vedi,
non è così!!"






Riflessioni


a) Una buona parte di noi tende a pensare, ad agire spontaneamente e non a basarsi su esperienze passate.

b) Dovremmo sempre cercare di  possedere la capacità di apprezzare ogni sereno istante della nostra vita,  pensando che quell'attimo non si ripeterà mai più.

c) Non dovremmo mai perdere l'interesse  né verso noi stessi,  né verso gli altri.


d) Cerchiamo di essere sempre propensi alla competizione. Sentiamoci vivi!


e) Cerchiamo di non preoccuparci per cose futili, ma godere di ciò che ci fa piacere e farlo!


f) Dovremmo riuscire ad avere frequenti ed entusiastici episodi di apprezzamento verso di noi e verso gli altri.


g) Troviamo in noi la soddisfazione nel rapporto con gli altri e nel legame con la natura. 


h) Sorridiamo, sorridiamo e ancora sorridiamo, non solo con l'espressione del viso ma col cuore.


i) Cerchiamo di aumentare la nostra disponibilità all'amore offerto agli altri, così come un incontrollabile desiderio di dare amore.


l) Tendiamo sempre di più, giorno per giorno, a lasciare CADERE gli avvenimenti, le cose spiacevoli, piuttosto che farli accadere.


TUTTO CIO' CI DARA' UNA GRANDE PACE INTERIORE.


Provate adagio adagio a rispettare i punti di cui sopra e vi renderete conto da soli di quanto si riesca a
vivere meglio con noi stessi e con gli altri.






NB. Ogni "post" è a se stante, sta poi a voi - se lo volete - prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro. Tutti però hanno come fine unico LO STARE MEGLIO con se stessi.




Al prossimo "post", con affetto.





lunedì 30 aprile 2012

LA " RESILIENZA"

Cos'è  la  RESILIENZA?


E' lo scrollarci di dosso tutto ciò che vorremmo fosse diverso, riadattandoci di fronte alle situazioni di sofferenza e di scontentezza.


 

Vedete questi bellissimi fiori rossi cresciuti improvvisamente da una crepa del terreno?

Questi fiori potremmo essere noi che veniamo fuori  con tutta la nostra forza da una contesto quasi impossibile.
A volte ci sentiamo un po' come questo selciato, a pezzi, però cercando di usare, con la nostra buona volontà, il processo della "resilienza", potremmo riuscire a far sbocciare qualcosa di magnifico in mezzo alla tristezza  che ci circondava e forse ancora ci circonda.....

Dice lo Zen: " Così come il pesce nuota nell'acqua senza curarsi dell'acqua e gli uccellini volano nel vento senza occuparsi del vento, quando è mattino  ed è tempo di vestirti indossa i tuoi abiti e quando devi sederti, 
siediti e BASTA!" Questa è un' "azione pura", cioè un'azione semplice, senza scopo, naturale e necessaria.   

L'azione pura  ha il potere di "resettare" il cervello, di liberarlo da tutte le idee e i pregiudizi che stanno alla base di quella guerra interiore che ci fa star male.
Secondo i saggi orientali è nell'azione pura che si esprime la spiritualità.
Questa non consiste nel pensare a Dio mentre si sbucciano le patate, bensì di pensare solo all' atto di "sbucciare le patate" e niente più!!

Scoprirete che niente di ciò che fate è banale e che, anche se non ve ne rendete conto, queste azioni hanno il potere di farvi star bene  in quel momento!


Proviamo ad imparare ad osservare noi stessi,  senza commenti e niente altro!
Adagio, adagio, la coscienza che guarda  prenderà il sopravvento sui pensieri e sulle emozioni.
I nostri comportamenti si modificheranno insieme al nostro stile di vita. 
Lo psicologo afferma:  "senza accorgecene saremo andati verso il nucleo di noi stessi, cambiando però il baricentro, mentre al contrario viviamo spesso sdraiati sull'esterno, sulla superficie e siamo IN BALIA DEGLI ALTRI......"


Se proviamo malinconia o un disagio, non respingiamoli, guardiamoli come se li vedessimo, ma cerchiamo nello stesso tempo  di scrollarceli di dosso dicendo questa frasetta: "si è vero, sta capitando a me ma io lascio fare a loro....lascio correre...." 


A questo punto forse si ha la sensazione di sprofondare in un mondo senza certezze, ma questa "incertezza" è l'inizio dello "stare meglio!" 
Quando il disagio viene accettato, vedremo nella nostra vita accadere nuovi episodi e nuove soluzioni.


Chi accoglie il disagio, la malinconia, il dolore interno e il desiderio si sente via via rinascere.


NB: Ogni post è a se stante, sta poi a voi, se lo volete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro.  Tutti però hanno come fine unico LO STARE MEGLIO con se stessi.



Al prossimo post sempre con affetto.













domenica 29 aprile 2012

IL PASSATO NON DETERMINA IL FUTURO

IL PASSATO NON DETERMINA IL FUTURO 
(Posso riuscire ad essere un po' più serena?)



La bimba sull'altalena....
Perché vi ho messo questa immagine? 
L'altalena  simboleggia l'essere sospesi in un ambiente diverso dal solito;  noi soli a contatto con l'aria e con la solitudine, con qualcosa che vogliamo fare nostro, come se volessimo cambiare anche noi stessi e il mondo che abitiamo.....come volessimo toglierci il vuoto che abbiamo a volte dentro di noi.......

Ma non c'è niente da cambiare.

Se noi per un attimo proviamo solo a pensare che qualunque cosa facciamo il Signore del Mondo è lì presente, allora tutto non è più inutile, vuoto e senza senso.
Non si tratta di fare una vita diversa da quella che abbiamo fatto e facciamo normalmente , ma il segreto sta nel vivere nel presente e non aspettarsi e cercare nulla.


Lo so che non è semplice, ma molti vivono (a volte anch'io) nel passato, nel ricordo, qualche volte nel rancore.....
Sento spesso dirmi questa frase : " Ho sempre in mente quell'episodio, se mi fossi comportata diversamente... oppure com'era diversa la mia vita una volta.... Si, ma in futuro farò diversamente...."


Il mondo dei rancori, cui si legano inesorabilmente i sensi di colpa, è anch'esso fuori dal tempo che stiamo vivendo ora, in questo momento!


Stiamo vivendo tra due momenti che non esistono :
il passato che non c'è più e
il futuro che non è nelle nostre mani

Proviamo a pensare invece diversamente.
Mentre facciamo ogni cosa, anche la più piccola, diciamo :" questo è l'unico istante della nostra vita che stiamo realmente  vivendo   "

Questa frase, sono certa, vi farà riflettere;  la vita  scorre via tante volte infelice, perché noi crediamo che
l'attimo che stiamo vivendo,  sia un momento di passaggio in attesa di momenti migliori e più gratificanti.


Proviamo invece a pensare che ogni attimo che viviamo sia l'unico.
Allora l'istante si allarga dilatando lo spazio che stiamo vivendo e conta solo ciò che stiamo facendo adesso, in questo momento.... il resto non esiste!....   o  è passato  o "forse" ... chissà se avverrà..


Anche se stiamo vivendo un momento poco sereno, se non viviamo le ore del giorno come vorremmo, noi  ci siamo, noi esistiamo. 


Chiudiamo gli occhi, sentiamo battere il nostro cuore: esistiamo.

Cerchiamo di trovare la capacità di guardare istante per istante noi stessi e il mondo che abitiamo con benevolenza.
Cerchiamo di sorridere almeno fino a domani....






NB. Ogni post è a se stante, sta poi a voi - se lo volete, prendere in considerzione l'uno piuttosto che l'altro. Tutti però hanno come fine unico LO STARE MEGLIO con se stessi. 



Al prossimo post, con affetto.
   








   
    

martedì 24 aprile 2012

MI PRESENTO

Do il benvenuto a tutti quelli che vorranno partecipare sia con la lettura, che con la condivisione a questo mio nuovo blog!






L'ho chiamato "Il salotto di Antonietta", io mi chiamo così , per darvi un'idea del salotto che intendo dalla foto che ho messo qui sopra, cioè un ambiente caldo, confortevole, dove le persone si trovino a proprio agio, disposte  ad ascoltare virtualmente ciò  che ho appreso da tanti ottimi scrittori e psicologhi e  a ricevere quanto la mia anima è disposta a tramettere loro.

Sono molto interessata alla psicologia, all'animo delle persone, ai loro caratteri e alle loro sofferenze e sono lieta quando posso dare loro un po' di conforto.
Ci sono molte più persone di quante si crede, che si sentono a volte un po' giù per svariati motivi e forse un piccolo aiuto per stare un po' meglio, può tornare utile. 

Ho raccolto in un grosso quaderno tanti consigli di questi Grandi ( anche di psichiatri come Moretti, Wayne W. Dyer, o pensatori come de Mello, Kundera, Osho e altri),  e, essendo ormai da più di un decennio volontaria dai "nonnini" (così li chiamo io) alla Casa di Riposo " Trivulzio"  a Milano, ho fatto l'esperienza che spesso leggendo loro le frasi che ho ritrascritto  nel mio prezioso "quaderno" dalle opere di questi scrittori  e psicologhi, rivedendole e aggiungendo ciò che mi suggerisce la mia anima e il mio cuore colmo di sentimento, le persone lì ricoverate ne hanno e ne trovano gran beneficio.
Addirittura alcune, purtroppo poche ne sono in grado,  hanno a loro volta fatto un quadernetto con questi preziosi consigli, detti o esercizi.

Ho pensato quindi, che anche se quelli che vorranno leggere il mio blog avranno letto molti autori da cui sono tratti i miei appunti, ce ne saranno altrettanti che non li ricorderanno o non avranno avuto occasione di 
venir a contatto con tali libri.


Posso solo aggiungere che ho deciso di mettere in rete questi stralci da libri di competenti in materia psicologica, perché sono convinta che nel riportarli farà bene anche al mio spirito e, al giorno d'oggi un piccolo appoggio psicologico non nuoce di certo !

NB. Ogni post sarà a se stante, starà poi a voi, se lo vorrete, prendere in considerazione l'uno piuttosto che l'altro. Tutti però hanno come fine unico  LO STARE MEGLIO con se stessi.

Arrivederci ai prossimi post di Antonietta!|       
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